mercoledì 22 aprile 2015

Grazie Parona (record incassi in beneficenza)

Nella serata del 17 aprile a Parona, sono stati raccolti 600 euro in favore dei progetti di Ponti Onlus a Buenos Aires. E' il record di incassi per una serata.
Grazie Parona!
La cifra fino ad ora raccolta è di 5860 euro + un'adozione di 600 euro/anno per una ragazza della casa di Colomi. Siamo quindi a 6.460€.
Appuntamento stasera a Padova e domani per l'ultima a Verona!

sabato 7 marzo 2015

La raccolta fondi continua: raccolti 5260 €!!!

Grazie alle serate che abbiamo fatto fino ad ora, la raccolta fondi continua a crescere.
Gli amici de "Il mondo in bicicletta" (http://www.ilmondoinbicicletta.it/joomla/) hanno donato il ricavato della serata di Carpi al progetto Munasim Kullakita di Riccardo Giavarini (tramite Progetto Mondo MLAL) per il recupero della bambine di La Paz, vendute e sfruttate sessalmente: grazie Angelo!

Fino ad ora abbiamo raccolto 5259 euro!!!
Ed una ragazza della Casa Estudiantil di Colomi è stata adottata (sostegno agli studi)!
GRAZIE A TUTTI!
LA VOSTRA SOLIDARIETA' CI STA DAVVERO COMMUOVENDO!

Appuntamento al 17 Aprile presso la Baita degli Alpini di Parona! Videoproiezione con risotto!!!

lunedì 2 febbraio 2015

Videoproiezione 6 febbraio: TUTTO ESAURITO

I posti per la prima videoproiezione del 6 febbraio sono ESAURITI.
Se non siete riusciti a prenotare, guardate la pagine VIDEOPROIEZIONI di questo blog per i prossimi appuntamenti.

lunedì 12 gennaio 2015

sabato 27 dicembre 2014

Vincitori Premio Pedalande 2014

I vincitori del Premio Pedalande 2014 per i lettori del blog sono

Primo-Terzo classificato: a pari merito: Emanuele Belloni, Barbara Mozzo, Steliana Strelenciuc
(10 risposte esatte su 10)

Quarto-Quinto classificato: Silvia Minardi, Alessandro Dabbene
(09 risposte esatte su 10)

Come da "regolamento" l'assegnazione dei premi ai primi tre classificati - essendosi essi classificati a pari merito - avverrà per sorteggio. La premiazione avverrà alla prima serata di videoproiezione (i vincitori saranno avvisati con un sms).
Grazie a tutti per aver partecipato!!!

giovedì 18 dicembre 2014

Quota 4339... euro (GRAZIE)!!!!!!!!!!!!!!

Cari lettori,
riceviamo dalle ONG la notizia che le donazioni hanno raggiunto la cifra 4339 euro.
Ma non siamo ancora al dato finale!
E' una cifra che ci gratifica molto: 4339 euro per le popolazioni che abbiamo visitato è una cifra davvero molto importante.
Siamo davvero entusiasti e commossi! Per noi è il segnale che il nostro viaggio è stato seguito e apprezzato nel suo tentativo di andare "al di là del paesaggio" e di portare i lettori dentro i luoghi che abbiamo visitato.
Vi ringraziamo di cuore per il calore che ci avete sempre fatto sentire e per la vostra generosità.
Appuntamento al 13 febbraio 2015 ore 20.30 a Sona per la prima videoproiezione o per il 27 febbraio 2015 ore 20.30 a Verona per la seconda!
GRAZIE ANCORA! 

domenica 7 dicembre 2014

Sorseggiando un mate

Siamo a casa da qualche giorno: la "sindrome da rientro" si fa sentire, eccome. Non è facile tornare ai ritmi quotidiani dopo due mesi e mezzo a pedalare sulle Ande. Al bordo del testo di questo blog è sempre rimasta la frase di Kapuscinski: "Un viaggio non inizia nel momento in cui partiamo né finisce nel momento in cui raggiungiamo la meta. In realtà comincia molto prima e non finisce mai, dato che il nastro dei ricordi continua a scorrerci dentro anche dopo che ci siamo fermati".
Ed è vero: il nastro dei ricordi scorre in ogni momento della giornata e immagini, voci, suoni tornano alla mente.
Intanto stanno continuando ad arrivare le donazioni: martedì o mercoledì si avranno i dati finali.
Se qualcuno è ancora indeciso, vi chiederei la cortesia di puntare su PONTI: il fatto che sia arrivata alla fine e che il viaggio sia terminato precocemente ha penalizzato i loro progetti.

martedì 2 dicembre 2014

T.Elliot

"Noi non cesseremo l'esplorazione e la fine di tutto il nostro esplorare sarà giungere là dove eravamo partiti e conoscere quel posto per la prima volta"

Quiz a premi! Chi ci ha seguiti di più?

Ecco il link per accedere al quiz a premi:

https://docs.google.com/forms/d/1CyKLwSCZRMgT_ew4wlgGND-eaQ1N9pMalGothPe0vco/viewform?usp=send_form

Ci saranno 5 premi e verranno premiati i primi 5 che avranno totalizzato più risposte corrette.
A pari merito verrà sorteggiata la precedenza
Per partecipare al primo premio sarà necessario aver donato almeno 1 euro.

COMPILAZIONE ENTRO LA VIGILIA DI NATALE!!!
PUBBLICAZIONE RISULTATI A NATALE!
PREMIAZIONE ALLA PRIMA VIDEOPROIEZIONE!

Buona sfida!

lunedì 1 dicembre 2014

Il Paco. Il tuo miglior nemico

"Dai, cazzo! Hai compiuto 12 anni! È ora che cominci col Paco! Chiedi a tua mamma... Che lo conosce bene!"... "Vedrai com'è bello... non senti più la fame, non senti più il freddo...".
Così si entra nel tunnel.
A 12 anni, se tua madre è già una "drogadicta", una tossica. A 14 se invece sei una newentry.
Il Paco è una droga fatta di residui di lavorazione della marijuana e da altre sostanze... a volte anche le polveri delle luci fluorescenti.
È la droga di Villa Itati, una enclave di Buenos Aires dove vivono 55.000 diseredati. Metà paraguaiani metà argentini. Nella spazzatura, senza fogne e senza acqua potabile. In mezzo ai grattacieli.
È la droga dei poveri. Più economica dell'alcool e... devastante: dopo averla respirata sei incapace di qualsiasi cosa.
Ma il Paco è solo uno dei pericoli: c'è il traffico di esseri umani, lo sfruttamento della prostituzione minorile, la violenza intrafamiliare e la giustizia. E si... perché se ti mettono addosso un cellulare rubato al momento giusto... ti fai 4 anni in gattabuia con la crema della società argentina... sempre che qualcuno - dopo 4 anni - si ricordi di riaprire per farti uscire.
In questo altro girone infernale ci sono delle porte aperte giorno e notte. Sono le porte dei salesiani. Ti raccolgono e ti fanno una proposta: uscire dal tunnel del Paco, imparare un lavoro, guadagnarti da vivere, stare bene.
Coco, Angel e tanti altri. Salesiani con i jeans. Attaccati al culto ma molto più attaccati alla vita di chi è in difficoltà. Che chiudono un occhio sulle divinità venerate a Villa Itati, ma che non tirano mai indietro la mano.
I loro ragazzi e le loro ragazze ne sono usciti, lavorano e studiano, qualcuno va anche all'università e qualcuno ha compiti di responsabilità nella cooperativa.
Il lavoro come motore per tirare fuori dal tunnel: a fine giornata l'utile viene sempre diviso tra i soci in parti uguali, dirigenti e manovali.
Allora poco importa se lavori nel recupero del cartone, della plastica, del ferro o impari a fare il giardiniere, il panettiere, l'elettricità.
In tutto questo c'è anche Verona. C'è Ponti - l'arte che da bellezza si fa aiuto. Ponti ha reso possibile tramite l'acquisto di diversi macchinari il potenziamento di diverse attività: sapevate ad esempio che ci sono 160 tipi di plastica? Vanno separate, triturate, lavate, asciugate, stoccate. Per questo servono le macchine. Per questo si adopera Ponti: aiutare gli ultimi di Buenos Aires a trovare il bello della vita, facendo assaporare il bello dell'arte a chi vive a Verona.
Chiediamo a tutti i lettori che ancora non hanno partecipato alla raccolta fondi, di partecipare anche con poco a favore dei progetti di Ponti.
Chiudiamo in bellezza, dai.

I Vaona di Buenos Aires

Non tutti sanno che qualche anno fa alcuni Vaona hanno dato vita al Vaona-Day: il giorno in cui i Vaona di tutto il mondo si riuniscono alla Contrada Vaona di Sant'Anna d'Alfaedo.
Ai veronesi e agli altri italiani si aggiungono a volte i californiani, a volte i belgi e così via...
Con il Vaona-Day è nata la Vaona-Mania, il sogno condiviso di ricostruire l'albero genealogico che riunisca nella storia e nella sequenza dei nomi e delle generazioni tutti gli spezzoni della famiglia.
In questa ottica - mentre Dimitri riposa - Alberto incontra Angel Raul Vaona con la moglie Liliana e Gabriel Vaona (il nipote); 65  anni il primo, 40 il secondo... siamo stati insieme due ore a guardare foto dei primi del novecento in cui i nonni (tre fratelli veronesi chissà di dove) sbarcavano a Buenos Aires per andare a cercare benessere nelle campagne del nord, a Entre Rios (dove c'è un nucleo forte di Vaona e da cui parte della famiglia era poi tornata in capitale).
Chi non ha avuto figli e chi ne ha avuti 12, dopo molto più di cent'anni i Vaona di America ed Europa si reincontrano in un bar di Buenos Aires.
Abbiamo parlato anche dell'oggi e del domani dei nostri paesi, di politica, di sport, di tango (Raul è un cantante del genere), sorseggiando un the mentre fuori dai vetri pioveva e tirava vento in una Buenos Aires quanto mai parigina.
È sorpendente constatare come, per piccole cose, un'espressione,  uno sguardo, il modo di sorridere o la punta del naso, ciascuno di noi assomigli a qualcuno che non sapremmo dire, ma familiare.
E' sorprendente constatare come i geni, attraverso le nostre vite e le nostre scelte viaggiano e si mescolino nel tempo e nello spazio per dare origine ad altri noi pronti per altre vite e altre scelte.

Teatro Ristori, 18 gennaio

Segnate questa data in agenda.Alle 21 ci sarà uno spettacolo interessantissimo al Teatro Ristori. Vi diciamo solo che verranno utilizzate alcune nostre foto.

domenica 30 novembre 2014

Quota 1.760 euro: dai che superiamo i 2000!

Abbiamo raggiunto la quota di 1.760 euro raccolti dalle diverse ONG: GRAZIE!
Riusciamo a chiudere il giro superando i 2000 euro?
Chiediamo un piccolo sforzo a tutti.

Domani - dulcis in fundo - visiteremo il Progetto di Ponti ONLUS a Villa Italì (sobborgo degradato di Quilmes, sud di Buenos Aires): questo progetto – attivo dal 2008 - ha supportato un gruppo di giovani, che non frequentavano la scuola, erano senza lavoro e vivevano nella marginalità e nel disorientamento: supportati da operatori della “Asociaciòn de Cartoneros” grazie al sostegno finanziario di PONTI e di FONDAZIONE SAN ZENO hanno costruito un piccolo laboratorio dove i ragazzi apprendono il mestiere del recupero, selezione e riciclaggio del ferro e della plastica: un’officina equipaggiata con specifici macchinari dove il materiale metallico e plastico raccolto, selezionato, opportunamente modificato, diventa materia prima per realizzare oggetti utili, successivamente posti in vendita nei mercati rionali. Grazie a quest’attività molti giovani coinvolti si sono creati un futuro lavorativo autonomo.

Crediamo che PONTI Onlus meriti due parole di presentazione perché è una ONG molto particolare: veronese DOC, raccoglie fondi attraverso spettacoli teatrali e musicali, mostre, video, conferenze, pubblicazioni: arte e artisti per la solidarietà.... "la bellezza che si fa aiuto concreto".... geniale...



Veronesi nel Mondo

Dimitri, ha preso contatto con il Club dei Veronesi nel Mondo... molte città o regioni Italiane hanno loro organizzazioni a Buenos Aires (i più numerosi e attivi sono i calabresi - che tra l'altro hanno la sede vicino al Collegio Salesiano di Don Vittorino e ieri pomeriggio vendevano prodotti tipici calabresi con in banchetti in strada).
Dimitri si sposa in taxi, mentre Alberto persiste in bici.
Quando arriviamo ci accolgono Luciano e Danilo, due signori con i capelli bianchi ma con energia da vendere. La sede si trova presso la Casa delle Suore della Misericordia (che sono veronesi) dove c'è una grande scuola che la madre superiora, Suor Lucilla, veronese di Isola della Scala, ci accompagna a visitare: c'è anche una cappella con una statua di "San Zen che ride", con tanto di pesce che penzola dal vincastro!
Prendiamo il caffè nella sede vera e propria, dove c'è una grande foto di Verona vista da Castel San Pietro (che bella che è la nostra città!) e nella biblioteca c'è la collana completa dei libri di Salgari.
Luciano (nato a Verona città) e Danilo (di Bussolengo) ci raccontano di quando sono arrivati qui bambini dopo la guerra: prima veniva il papà che, lavorando giorno e notte, comprava entro un anno il biglietto per la mamma e i figli e magari una casa dove accoglierli.... Lavoro ce n'era molto ma bisognava darsi da fare! E lasciare Verona non era facile... lo diceva già Shakespeare: "Non c'è mondo per me al di là delle mura di Verona".
Luciano ci racconta le attività: oltre alla Scuola di Italiano dal 2007 organizzano spettacoli di lirica nel teatro delle Suore, spettacoli liberi e gratuiti a cui tutto il quartiere viene ad assistere.
Nonostante siano qui da quasi 70 anni, sentono di amare Verona più di quanto Verona li ami. Si sentono un po' dimenticati in particolare dal mondo imprenditoriale veronese che li considera un po' "extracomunitari"...
Ci organizzano anche il transfer di martedì mattina verso l'aeroporto... è bello che sia un veronese ad accompagnarci verso il viaggio che ci riporterà a Verona...

venerdì 28 novembre 2014

Coppa Libertadores

Il polso di Dimitri è in miglioramento... niente raggi.
La mattina passa rapida: andiamo in agenzia di Iberia e modifichiamo la prenotazione per il viaggio di ritorno: atterreremo a Linate mercoledì 3 dicembre alle 11 del mattino (ma non venite al terminal: rischieremmo il blocco dell'areoporto!).
Iniziamo già a recuperare gli scatoloni per le bici.
Nel pomeriggio Alberto incontra di nuovo Don Vittorino per visitare il progetto Ponti "Apoyo Escolar" - un doposcuola nella Casa San'Antonio nel quartiere povero di Almagro).
La sfortuna vuole che:
1) Don Vittorino - salesiano veronese, da una vita in America Latina e da 20 anni a Buenos Aires, sia convalescente dopo una malattia e la sua debolezza residua renda difficile muoversi e anche discutere del progetto.
2) Sia l'ultimo giorno di scuola (in questo emisfero anche il calendario scolastico è sottosopra!) per cui i bambini sono molto pochi...
3) Proprio oggi pomeriggio ci sia una importante riunione a cui partecipano tutti i referenti del progetto e nessuno può sostituire Don Vittorino.
Alla fine la visita consente di vedere solo le strutture: Don Vittorino racconta che dove ora c'è un campo da gioco pavimentato all'aperto, cento anni fa, quando sono arrivati i salesiani, il primo parroco - Don Lorenzo - aveva fatto un orto per dare da mangiare ai bambini che venivano a giocare a calcio.
Ad agosto 2014 la squadra di calcio del quartiere (che si chiama San Lorenzo e che nel frattempo è diventata una delle squadre di Buenos Aires), ha vinto la coppa Libertadores... come se il Chievo vincesse la Champions League (che una volta si chiamava Coppa dei Campioni)... piccoli miracoli metropolitani...
A proposito di Coppa Liberatadores... in serata c'è Boca Juniors -River Plate (uno dei derby di Buenos Aires... il più sentito...): vince il River 1-0: se la vedrà con il Nacional de Medellin... per le vie di Buenos Aires si scatena il tripudio... in Argentina ti senti a casa... è proprio come in Italia...

giovedì 27 novembre 2014

La sfortuna e Dimitri

Dopo 24 ore di paesaggi subtropicali prima e campagne poi, con molte ore di ritardo siamo arrivati a Buenos Aires.
Le bici hanno viaggiato per conto loro tramite corriere perché la compagnia di viaggi in bus con cui avevamo comprato il biglietto diceva che sul bus non c'era posto (ma il bus era vuoto).
Morale della favola arriviamo a Buenos Aires e la bici di Alberto ha il deragliatore posteriore in posizione perpendicolare a quella normale e quella di Dimitri ha il lato destro del portapacchi anteriore rotto. Dimitri è nero... anche se la pedalata è finita... pagare per farsi rompere l'attrezzatura...
Nemmeno un asado con birra raddrizza l'umore...
Ci dicono che all'Areoparque - l'areoporto dei voli nazionali, a 3 km dal terminal dei bus - c'è un ufficio di Iberia (dobbiamo modificare la prenotazione aerea per il volo di ritorno).
Ci spostiamo in bici... dopo 1 km un fuoristrada taglia la strada a Dimitri, tocca una delle borse laterali, Dimitri finisce contro il marciapiede e inevitabilmente cade: escoriazioni alle mani,  contusioni a mento, labbro superiore, torace e gamba sinistra... l'autista del fuoristrada e due portuali si fermano e Alberto, provvede a medicarlo.
Non sembra niente di grave ma un polso gli duole particolarmente. Vedremo... se si gonfia, faremi i raggi.
All'Areoparque l'ufficio di Iberia non c'è... ci hanno dato ancora una volta un'informazione sbagliata e Dimitri ha rischiato di farsi male inutilmente.
Quando arriviamo nel centro l'ufficio di Iberia è già chiuso.
Ci dirigiamo verso il collegio salesiano dove Don Vittorino, il sacerdote veronese punto di riferimento di Ponti Onlus, ci aspetta.
Quanto arriviamo ci accoglie con affetto, in particolare Dimitri - che è così nero che non parla neanche più - e ci porta all'alloggio: un appartamento con tre stanze, bagno e cucina in al sesto piano di un palazzo nel centro della capitale argentina!

mercoledì 26 novembre 2014

Siamo a Salta

Con un pò di magone abbiamo caricato le bici sul bus e dopo 11 ore siamo arrivati a Salta (Argentina). Lo spot satellitare sul bus non funziona perché la carcassa del bus fa da gabbia di Faraday.
Il bus è passato tra gole rocciose, molti salar e centinaia di chilometri di deserto: non saremmo passati da lì ma vedere che questi posti sono così spettacolari...
Comunque basta lamentarsi... questo viaggio è un privilegio e dobbiamo solo ringraziare!
Oggi partenza per Buenos Aires.
Altre 20 ore di bus! Arriveremo domani in tarda mattinata.

lunedì 24 novembre 2014

Il viaggio continua...

Avremo bisogno di qualche giorno per riorganizzarci.
Il viaggio però continua, in fin dei conti la bici è uno stile, il nostro, ma non è il fine...
Mancavano 2000 km di discesa e pianura con vento a favore e a suon di carne argentina.
Ce lo meritavamo ma pazienza.
A Buenos Aires però entreremo nella città che non si vede. Quella di chi non aveva prospettive e invece grazie alla bellezza, all'amore e all'impegno ce l'ha fatta. 

Bollettino Medico

Alla visita oculistica - che dopo aver contattato 7 centri - siamo riusciti a fare, è emerso che il disturbo visivo che Dimitri accusa, è dovuto ad una piccola emorragia retinica.
Non sono necessari provvedimenti terapeutici urgenti ma è sconsigliabile lo sforzo fisico per una decina di giorni e comunque fino a riassorbimento dell'emorragia.
Stanti così le cose dobbiamo con molto dispiacere dichiarare il forfait per ragioni mediche.
Nei prossimi giorni ci trasferiremo a Buenos Aires in bus.
"Nella vita mi sono sempre capitati colpi di fortuna e colpi di scalogna. Nel complesso però mi ritengo un uomo fortunato".
Cesarino Fava

Un oculista a Calama

Ci siamo trasferiti a Calama in bus perché l'ospedale di San Pedro de Atacama è sprovvisto di quasi tutto (c'è un medico reperibile solo in caso di pericolo di vita e non di vista).
A  Calama giriamo tre ospedali ma è domenica e gli oculisti sono introvabili.
Terminiamo il tour con un appuntamento per lunedì mattina ore 9 in sovralista... entro la giornata ci hanno assicurato che l'occhio del Disu verrà visto...