domenica 19 ottobre 2014

Un trenino per Puno

Le strade di Juliaca
Dopo la dormita di ieri pomeriggio, decidiamo di andare a letto presto e partire presto per percorrere i 110 km che ci separano da Puno e dal lago Titicaca con la minima presenza di vento.
Puno sul lago Titicaca
Ci svegliamo alle 4.30 e partiamo alle 5.30. Il paesaggio non ha grosse attrattive e decidiamo per una soluzione tecnica: la staffetta o trenino. Ovvero uno sta davanti e tira e l'altro sta a dietro a pochi centimetri di distanza: chi sta davanti fatica come avrebbe faticato, chi sta dietro fatica da un 20 a un 30% in meno perché incontra meno resistenza dovuta all'aria. E poi ci si dà il cambio: decidiamo per parziali di 10 km e una velocità media di 20 km/h.
Alle 9 abbiamo percorso già oltre 60 km e arriviamo a Juliaca.
Di città brutte ne abbiamo viste tante in Perù, ma Juliaca è un inferno: oltre al traffico, al rumore, al caos e allo smog... manca l'asfalto... tutte le strade sono sterrate e tutti i mezzi,
Sfilata folkloristica
dalle auto, ai camion, ai bus, alle moto ai moto-carri, sono impegnati in interminabili zig-zag per evitare le voragini che si aprono sulla strada e tutto questo rende del tutto imprevedibile le loro traiettorie e il tragitto molto pericoloso per noi... dopo circa 1 ora ce la caviamo e entriamo su un lungo rettilineo costeggiato da grandi mucchi di spazzatura con relativo odore.
Il trenino viaggia senza rallentamenti fino al chilometro 100 dove - proprio quando pensavamo di essere arrivati - inizia una salita al 7% di oltre 6 km! Benedetto Perù (ma l'esclamazione non era esattamente questa)! Arranchiamo fino alla cima ad oltre 4000 metri dove iniziano le case di Puno e cominciamo a vedere i primi scorci del lago Titicaca (non entusiasmanti per ora). Puno è un'altra grande brutta città ma è anche la "capital folklorica" del paese: infatti il pomeriggio ci riserva una sorpresa.
La foto parla da sola
Troviamo alloggio, una pizzeria (con solita pizza standard peruviana - dove il formaggio ricopre tutto - che però a Dimitri appare la migliore mangiata in Perù)e bucato.
Usciamo per una passeggiata richiamati da un gran rumore di tamburi e veniamo inghiottiti dai festeggiamenti del "Senor de los Milagros" (per altro il nome della festa ce lo dice Anna dall'Italia): migliaia (avete letto bene) di persone in costume tipico sfilano per la città in un tripudio di colori, musica e danze... bambini di pochi anni, ragazzi, adulti e anziani fieri di esibire le loro tradizioni e felici di fare festa, ignorano la pioggia che comincia piano ma poi diventa sferzante e ballano per le vie della città in un corteo dalla coreografia perfetta: che spettacolo!
Domani partiamo per gli ultimi 145 km di Perù, tutti in riva al Titicaca, verso la frontiera boliviana di Copacabana dove ci fermeremo un giorno a provare a pescare. Speriamo che le nuvole sia siano sfogate oggi pomeriggio.
Il credito sulla nostra scheda telefonica peruviana è esaurito... se non troviamo wi-fi daremo notizie direttamente dalla Bolivia.

Ricordiamo a tutti che in questo momento stiamo sostenendo il Progetto "Economia Solidale" che Progetto Mondo MLAL sta realizzando nell'area Sicuani-Ayaviri: anche cifre molto piccole saranno molto utili perché siamo in tanti. Per dare il proprio contributo è possibile
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CAUSALE: "PEDALANDE - SOSTEGNO ECONOMIA SOLIDALE"

8 commenti:

  1. il sogno di Dimitri. una coca cola gigante!

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  2. Ma che pizza bisogna mangiare per bere una coca così grande? Devo proprio farvi i complimenti per le foto e ...................... per la fatica. Colca Canyon: avrei voluto esserci.
    Marcusen

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  3. Caro Alberto, gli ultimi Km in Peru ed i primi in Bolivia sono stati coperti. Stefano, Lorenza e Nicola

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  4. Mi viene in mente il trenino fatto con Dimitri una ventina di anni fa. Dimitri faceva la locomotiva fissa, io ero completamente senza allenamento. Negrar -Peri 58 minuti alla media di 31 km all'ora. Sono arrivato a Peri completamente spompato. Ho fatto metà Peri-Fosse spingendo la bici. Ti ricordi Dimitri?

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    1. Certo che mi ricordo del trenino per Peri
      ciao e grazie
      Dimitri

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  5. Edilizia 'antisismica'... ma il Perù non era un paese di forti terremoti? Grazie, le vostre storie sono avvincenti come i racconti di Salgari! Alez

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  6. Ciao ragazzi, complimenti per la costanza con cui scrivete sul blog. Per noi è molto coinvolgente seguire le "puntate" della vostra avventura. Speriamo faccia piacere anche a voi leggere i commenti dei lettori. Buona strada. Celina Matteo

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    1. Certo che ci fa piacere
      grazie a tutti
      ciao Dimitri

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