giovedì 25 settembre 2014

Colori e profumi nella valle del Rio Mantaro




Oggi la tappa doveva essere in discesa e infatti lo è stata ma solo di 500 metri in 130 km... per questo di chiamano Altipiani Centrali.
Partiamo dal chiasso e dallo smog di La Oroya alle 8.30. La cittadina al risveglio è ancora più sinistra: anche qui come a Lima (seppur in scala minore) baraccopoli arrampicate sulle pendici delle montagne. Appena usciti però qualcosa è cambiato! Non c'è più traffico! Fantastico! Cominciamo a percorrere la Valle del Rio Mantaro che all'inizio non ci entusiasma. Poi a poco a poco i panorami minerari si addolciscono sfumando in dolci colline dalle mille sfumature di ocra e giallo. Iniziano una serie di paesini in terracotta dai nomi inequivocabilmente inca: Chacapalpa, Chapopampa, Ianachacra. Sembra a tratti quasi un panorama toscano. L'unico verde è quello degli eucalipti che costeggiano il fiume la cui acqua è di un marron intenso e il verde delle agavi (a 3500 metri). Nell'aria c'è un profumo che pare elicriso. Ad un tratto due donne a bordo pista stanno pulendo al vento della graniglia. Ci fermiamo: è quinoa!!! Scambiamo due chiacchiere: una donna in un giorno di lavoro in media pulisce un sacco da 80 litri di quinoa!
Arrivati a Jauja decidiamo di non entrare in paese e di proseguire e la fortuna ci premia. Arriviamo a Muquiyauyo: qui troviamo un ristorantino contadino dentro il giardino di una casa dove si mangia sotto un bellissimo e tranquillo portico. Degustiamo una crema di spinaci e un piatto di "papas a la huancayna" (bollite con salsa di formaggio sopra) servite con un gustoso risotto e una coscia di pollo croccante insieme a insalata e alle cipolle crude tagliate fine. Il tutto accompagnato da "matesito de manzanilla" (camomilla). Il miglior pranzo peruviano al costo di meno di 3 euro in tutto!
Riprendiamo a pedalare verso Huancayo. Sui muri delle case le pubblicità elettorali si alternano: Antita Ninahuanca, Humberto Virapoma, Angel Unchupaico... la poesia dei luoghi è anche nella musica dei loro nomi e in quella dei nomi degli uomini e delle donne che li abitano.
Pedaliamo ammirando in lontananza alla nostra sinistra il ghiaccio innevato Huyatapallana (5768 m) mentre il fondo valle è lavorato da uomini e donne che non di rado spingono a mano aratri tirati dai buoi.
A un tratto troviamo una giovane andina che si riposa prona sull'erba adornata di perfetto vestito tipico con tanto di copricapo. Sta pigiando i tasti di uno cellulare che guarda del tutto assorta in un sorriso assente. Non si accorge nemmeno che passiamo...
Arriviamo a Huancayo alle 1730. Un'altra grande e chiassosa città trafficatissima. Troviamo un riparo per la notte ma ora siamo più contenti: stiamo incontrando il Perù vero.

7 commenti:

  1. bella descrizione. portate a casa un pò di ricette, così' proviamo a farle anche qua.

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  2. ...che bel racconto! ...Grazie... ogni mattina sorseggiando il caffè, leggo le vostre avventure!!! ... proprio interessante...un bacio e buona vita...eli

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  3. Veramente bei paesaggi e belle foto. maremma maiala. OINK

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  4. Buon Salgari non mente ciao da Gabriella e Stefano

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  5. State viaggiando indietro nel tempo... Aria pura, la signora che produce un sacco al giorno, paesaggi pastello..

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  6. Ciao Al !!
    Que bonitas fotos..son lugares muy lindos, me da la impresión de que esa gente vive como detenida en el tiempo.

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  7. i cumuli di sassi chiamati apacheta sono lasciati dai viandanti come simbolo di lasciare la stanchezza del peso da portare

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