mercoledì 22 ottobre 2014

Raccolta fondi: quota 380€

Fino ad ora abbiamo raccolto 380 euro grazie al contributo di 8 generosi donatori.
Siamo molto sotto l'obiettivo di 1 euro per ogni chilometro perché ci avviciniamo ai 2000 km percorsi.
Chiediamo la collaborazione di tutti per diffondere ancora di più la lettura del blog e la platea dei potenziali donatori: segnalate il blog ai vostri amici.
Chiediamo inoltre a tutti coloro che possono di contribuire con piccole cifre. Se tutti versiamo pochi euro, essendo in tanti, ne raccogliermo a sufficienza per raggiungere l'obiettivo!
Non c'è fretta (dobbiamo visitare ancora 4 progetti), ma intanto... pensiamoci!

martedì 21 ottobre 2014

In Bolivia, un pomeriggio con Ana



Ce la prendiamo comoda e ripartiamo alle 8.30. La frontiera è a pochi chilometri e ci vogliamo fermare a Copacabana, 8 km più in là. Vogliamo vedere la mitica Isla del Sol, dove viveva l'Inca, l'imperatore.
Sbrighiamo le pratiche doganali, nonostante una miriade di israeliani prima di noi e arriviamo in paese. Mangiamo (e il primo pasto boliviano non è meglio dell'ultimo peruviano) e girando per il centro capiamo che alla Isla del Sol non si va in bici... c'è un "barco" che ti porta ma parte solo alle 8.30 e torna alle 17.30... dobbiamo rinviare la partenza per La Paz a dopodomani e andare all'Isla del Sol domani... e ora dobbiamo anche salvare il pomeriggio... Che fare? Andiamo a Rane Giganti del Titicaca (K'aira - in aymara - anfibio in pericolo di estinzione, che vive solo qui, raggiunge la lunghezza di 20 cm e che è stato reso noto dal mitico Jacques Cousteau)!
C'è una specie di tour guidato di turismo rurale che garantisce l'incontro... Si va!
Si parte in taxi... con il tassista, una signora di 60 anni in vestito tipico e bombetta andina, il marito e la figlia: questi ultimi due accomodati nel bagagliaio! Arriviamo in un paesino vicino dove capiamo che la signora in costume tipico e bombetta andina - Ana - sarà la nostra guida! Di etnia aymara, vive da sempre nel paesino ed è una delle 12 guide dell'associazione di turismo rurale! Mentre scendiamo verso il lago ci mostra le piante coltivate, compreso l'albero del "matrimonio" (nelle due versioni, verde per l'uomo e rosso per la donna), che si chiama così perché produce frutti che subito sembrano dolci e poi sono amari... "come il matrimonio" - dice sghignazzando: per essere una donna andina di una certa età è un personaggio, ma non finisce qui...
Arrivati al lago, fa svuotare dall'acqua (piovana, speriamo) una barca in legno da un signore che lavorava la terra sulla riva, ci invita a salire e... si mette al comando della barca! Con poderose vogate ci porta fuori dal canneto, ci mostra gli uccelli e i pesci e ci racconta di com'era un tempo il Titicaca... poi arriviamo ad una "isla flottante", un isola artificiale fatta di canne intrecciate (oggi sorretta da blocchi di polistirolo ben mimetizzati, ma un tempo fatta solo di canne, che qui chiamano "totora"). Su isole come questa ai tempi dei suoi nonni le famiglie vivevano! Saltati tutti sull'isola, Ana prende un retino, lo infila in una rete attaccata al bordo dell'isola e ne estrae tre grosse rane giganti! Sono così grosse che a fatica ci stanno in una mano. Infatti non solo possiamo toccarle, possiamo proprio prenderle in mano. Sono delicate e vellutate!
Non facciamo in tempo a rimettere le rane nella rete, che Ana estrae da una casupola all'angolo dell'isola dei salvagenti di canna intrecciata a forma di barca (detti "balsa"), veste Alberto da perfetto andino con tanto di chullo (il mitico berrettino con le orecchie), gli fa infilare il salvagente di canna e... si balla... mentre Ana canticchia un motivetto ritmico! Il salvagente è una decorazione da ballo per l'uomo, la donna invece deve tenere in braccio una grossa trota fatta anch'essa di canna intrecciata. Il ballo - di coppia - simboleggia la danza tra l'uomo (la barca) e il lago (la trota). Su una isola di canna intrecciata nel mezzo del Lago Titicaca Alberto, agghindato da "barca andina", balla una danza aymara con una sessantenne boliviana in costume tipico e bombetta mentre questa canta... e Dimitri riprende la scena come un documentarista del National Geographic!
Esaurito lo spettacolo, Ana ci riporta a riva, vogando che neanche i fratelli Abbagnale... risaliamo la riva del lago, mentre ci spiega come uccelli e piante "avvisino" dove e quando è indicato seminare: quando compaiono i fiori gialli è ora di piantare le patate, le infiorescenze di un'altra pianta indicano che è ora di seminare fagioli, mentre se quell'uccello canta, quest'anno sarà meglio non seminare in riva perché le acque cresceranno e rovineranno le colture... un mondo in cui uomo e natura vivono ancora in armonia.
Ana ci mostra le erbe medicinali (anche quella che serve, in formato "mate", ad aiutare le donne a partorire - perché qui le donne partoriscono tutte a casa, l'ospedale è troppo lontano) e le erbe usate per tingere la lana di alpaca e di pecora...
Torniamo nella piazza del paese dove il taxi ci aspetta (con tanto di donna in allattamento caricata nel bagagliaio).
Salutiamo la nostra guida e ce la mettiamo tutta per ringraziarla e per farle capire che per noi è stato un pomeriggio indimenticabile!

lunedì 20 ottobre 2014

Titicaca: una mezza delusione



Partiamo con un'ora di ritardo perché siamo chiusi nel nostro alloggio e ci tocca aspettare che arrivi qualcuno ad aprirci... in Italia si chiama sequestro di persona ma qui in Perù è normale.
Siamo carichi perché oggi è la giornata del Lago Titicaca!
Usciamo da Puno e ci accorgiamo che dobbiamo seguire la Panamerica Sur.
Il traffico è a dir poco molto intenso e la strada è maledettamente stretta: furgoni, autobus e camion ci fanno il pelo ad ogni secondo.
Come se non bastasse il fondo dei primi 30 km è ghiaino! Ci sono addirittura gli operai della strada che a badilate ributtano al centro della carreggiata il ghiaino finito a lato (mai visto nulla di simile).
Ma la cosa peggiore è che il Lago Titicaca è lontanissimo! Dobbiamo passare in un entroterra edificato in modo fatiscente e vediamo il lago solo dopo 87 km che percorriamo a staffetta per risparmiare energia perché il solito maledetto vento contrario c'è anche oggi.
Arriviamo a Juli e ci assicuriamo la nostra dose di "sbobba peruviana" di oggi: zuppa d'orzo con fagioli crudi e pesce di lago fritto (ma in realtà erano solo lische fritte): ora come sia possibile mangiare pesce di pessima qualità in riva al Titicaca solo i peruviani lo sanno.
Superato il paese finalmente vediamo il lago (ma solo per 15-20 km): è davvero immenso e di un colore blu mare; è increspato dal vento e le rive sono per lo più coltivate ma non edificate. Dall'altro lato - quello boliviano - svettano montagne innevate di 6000 metri. Purtoppo le spiagge del lago sono degli autentici immondezzai. Sapevamo che i peruviani hanno un rapporto molto "libero" con la spazzatura e lo sporco ma vedere questo scempio ci fa arrabbiare: ci verrebbe voglia di fermarci e ripulire (almeno perché non si veda nelle foto). Che peccato.
Alle 15 arriviamo nel paese di Pomata, "el balcon filosofico del altiplano", dove è in corso l'ennesima festa di paese e gli anziani insistono per farci bere la cerveza con loro... invito che rifiutiamo garbatamente. L'unico alloggio è quello comunale. Solo che chi se ne occupa arriva alle 17 e pare non ci sia doccia ma nessuno lo sa con certezza. Più che filosofi, qui ci sembrano tutti avvinazzati... Decidiamo di proseguire e arrivare a Yunguio dove giungiamo alle 17.30 dopo quasi 140 km di pedalata e oltre 500 metri di dislivello giornaliero... diciamo che lasciamo il Perù con la tappa più lunga: in due giorni abbiamo percorso 250 km contro vento.
Domani passiamo in Bolivia. Il viaggio entra nella sua parte centrale e più avventurosa.

domenica 19 ottobre 2014

Un trenino per Puno

Le strade di Juliaca
Dopo la dormita di ieri pomeriggio, decidiamo di andare a letto presto e partire presto per percorrere i 110 km che ci separano da Puno e dal lago Titicaca con la minima presenza di vento.
Puno sul lago Titicaca
Ci svegliamo alle 4.30 e partiamo alle 5.30. Il paesaggio non ha grosse attrattive e decidiamo per una soluzione tecnica: la staffetta o trenino. Ovvero uno sta davanti e tira e l'altro sta a dietro a pochi centimetri di distanza: chi sta davanti fatica come avrebbe faticato, chi sta dietro fatica da un 20 a un 30% in meno perché incontra meno resistenza dovuta all'aria. E poi ci si dà il cambio: decidiamo per parziali di 10 km e una velocità media di 20 km/h.
Alle 9 abbiamo percorso già oltre 60 km e arriviamo a Juliaca.
Di città brutte ne abbiamo viste tante in Perù, ma Juliaca è un inferno: oltre al traffico, al rumore, al caos e allo smog... manca l'asfalto... tutte le strade sono sterrate e tutti i mezzi,
Sfilata folkloristica
dalle auto, ai camion, ai bus, alle moto ai moto-carri, sono impegnati in interminabili zig-zag per evitare le voragini che si aprono sulla strada e tutto questo rende del tutto imprevedibile le loro traiettorie e il tragitto molto pericoloso per noi... dopo circa 1 ora ce la caviamo e entriamo su un lungo rettilineo costeggiato da grandi mucchi di spazzatura con relativo odore.
Il trenino viaggia senza rallentamenti fino al chilometro 100 dove - proprio quando pensavamo di essere arrivati - inizia una salita al 7% di oltre 6 km! Benedetto Perù (ma l'esclamazione non era esattamente questa)! Arranchiamo fino alla cima ad oltre 4000 metri dove iniziano le case di Puno e cominciamo a vedere i primi scorci del lago Titicaca (non entusiasmanti per ora). Puno è un'altra grande brutta città ma è anche la "capital folklorica" del paese: infatti il pomeriggio ci riserva una sorpresa.
La foto parla da sola
Troviamo alloggio, una pizzeria (con solita pizza standard peruviana - dove il formaggio ricopre tutto - che però a Dimitri appare la migliore mangiata in Perù)e bucato.
Usciamo per una passeggiata richiamati da un gran rumore di tamburi e veniamo inghiottiti dai festeggiamenti del "Senor de los Milagros" (per altro il nome della festa ce lo dice Anna dall'Italia): migliaia (avete letto bene) di persone in costume tipico sfilano per la città in un tripudio di colori, musica e danze... bambini di pochi anni, ragazzi, adulti e anziani fieri di esibire le loro tradizioni e felici di fare festa, ignorano la pioggia che comincia piano ma poi diventa sferzante e ballano per le vie della città in un corteo dalla coreografia perfetta: che spettacolo!
Domani partiamo per gli ultimi 145 km di Perù, tutti in riva al Titicaca, verso la frontiera boliviana di Copacabana dove ci fermeremo un giorno a provare a pescare. Speriamo che le nuvole sia siano sfogate oggi pomeriggio.
Il credito sulla nostra scheda telefonica peruviana è esaurito... se non troviamo wi-fi daremo notizie direttamente dalla Bolivia.

Ricordiamo a tutti che in questo momento stiamo sostenendo il Progetto "Economia Solidale" che Progetto Mondo MLAL sta realizzando nell'area Sicuani-Ayaviri: anche cifre molto piccole saranno molto utili perché siamo in tanti. Per dare il proprio contributo è possibile
- disporre un bonifico sull'IBAN IT07J0501812101000000511320 (Banca Etica) a favore di Progetto Mondo MLAL
- donare con carta di credito cliccando https://mlal.fundfacility.it/?cam_rid=244
CAUSALE: "PEDALANDE - SOSTEGNO ECONOMIA SOLIDALE"

Flora e fauna del Perù

Galleria fotografica di animali piante e fiori del Perù.
Alpaca
Fiore
Poiana
Fiore
Puya raimondi
Picchio
Sauro
Viscaccia
Eliconia
Emitteri eterotteri
Clematide

Fiore di cactus
Uccello indeterminato (per ora)
Pappagallo conuro
Farfalla

Condor
Serpente
Chinus molle
Tarantola
Passeriforme su Chinus molle

Fiore
Caracara di montagna
Anatre

Aquila