martedì 28 ottobre 2014

Una tappa disumana finita in guardia medica!


Partenza alle 7, dopo notte insonne per Dimitri (nella bettola i letti erano arcuati come amache, quella di Dimitri era pure dura e quella di Alberto popolata da piccole formiche). Percorriamo a staffetta 65 km fino a Caracollo, dove finalmente lasciamo l'autostrada in costruzione dopo 200 km esatti!
A Caracollo dobbiamo fare rifornimento di acqua e viveri perché i prossimi 190 km sono praticamente disabitati.
Cosi carichiamo 6 litri d'acqua a testa, 4 banane, pane (strasso - qui in Bolivia come in Perù il pane non è un alimento molto curato), una forma di formaggio e un bel sacchetto di patatine fritte che si aggiungono ai cibi liofilizzati che già abbiamo con noi.
Siamo pronti. Si va.
Il peso delle bici sale sopra i 50 km ma la cosa che guasta la festa è che il vento è ripreso: teso, contrario, costante.
Ieri abbiamo fatto 50 km contro vento e ora si ricomincia!
E la strada dopo i primi 30 km di rettilineo comincia a salire e sale, sale, sale. Insomma, non manca niente. Facciamo diverse soste anche ravvicinate. Un dislivello di 700 metri dopo 100 km di cui 30 contro vento con bici da 50 kg è davvero molto impegnativo.
Arriviamo al passo (4500), secondo passo più alto del viaggio, alle 18. Siamo piuttosto cotti. Abbiamo un'ora di luce. Cominciamo la discesa cercando una piazzola a bordo pista dove piantare la tenda ma tutte quelle che troviamo hanno il fondo in roccia e per piantare la tenda ci vorrebbe il trapano.
Ad un certo punto arriviamo a Japo, un paesino microscopico non segnato sulla carta.
C'è un campo da calcio in terra battuta. Nel crepuscolo ci avviamo a piantare la tenda ma un folto gruppo di bambini e ragazzi si raduna a vedere cosa facciamo. Ci spostiamo, loro ci seguono. Non vorremmo avere visite notturne, quindi abbandoniamo l'idea di piantare la tenda lì, almeno fino a quando sarà sceso il buio.
Allora chiediamo a loro se c'è un posto dove dormire. Ci dicono che si può provare alla scuola. Mentre ci dirigiamo verso l'edificio, una signora ci dice che anche al "puesto de salud" si può dormire. Ehi! È la guardia medica! Fantastico! Ci accolgono il medico, l'infermiera e l'autista in una struttura molto bella (in mezzo ai monti a 4200 metri e per 100 persone )! Ci mettono a disposizione una stanza (l'infermeria) con due letti! Chi lo avrebbe mai immaginato!
Sono ormai le 19 passate. Ci sistemiamo, ci prepariamo qualcosa da mangiare... Alberto sperava di fare due chiacchiere con il collega ma alle 20 è già tutto spento e sono tutti a dormire!
Alla fine 135 km, 7 h e 50 min, 1068 m di dislivello con bici stracariche per metà del percorso... una tappa disumana!

6 commenti:

  1. complimenti per il titolo di questo post

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  2. complimenti veramente...dopo venti minuti di cyclette sono già stanca...eli

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  3. puesto de salud por dormir en poco por favor

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  4. Mitici è dir poco.! E, come sempre (o quasi ) la fortuna aiuta gli audaci

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  5. Guardia Medica Marzana29 ottobre 2014 alle ore 21:37

    Abbiamo una domanda... quante prestazioni ha fatto il collega durante la notte? Inoltre abbiamo deciso che vogliamo dare un segno di arricchimento culturale trans-emisferico e adottiamo anche noi le modalità di lavoro Boliviane: in sintesi... ce ne andiamo a letto anche noi ora (sono le 21.30)!!!
    Un saluto dalla guardia.

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